Davide Van De Sfroos

Nella Pruvincia de Comm c’è un cantautore molto, molto particolare: lui canta storie di vita vissuta, presente e futura nella lingua laghèe, comprensibile da gran parte dei Padani di etnia Lombarda e non solo. E' il nostro menestrello preferito.
Nato a Monza l'11 maggio 1965 Davide Bernasconi, in arte Davide Van De Sfroos, risiede sulle sponde del Lario…. E' dunque "Laghèe D.O.C.". Forte in lui la natura di artista, fa la sua prima apparizione in pubblico intorno alla metà degli anni '80 come cantante dei POTAGE, band Post Punk e Beat fra le più originali del comasco. Durante l'esperienza del servizio militare conosce a Verona il musicista Alessandro Gioia, nasce così una lunga collaborazione che porterà alla luce originali di musica italiana su testi di Davide Bernasconi. Il fenomeno musicale "DE SFROOS" prende vita e conquista immediatamente un amplissimo pubblico agli inizi degli anni '90, portando al successo musiche che spaziano dal folk al rock, al reggae, allo ska e che si sposano con una lingua "familiare" come il dialetto tramezzino, tipico dei laghèe e comprensibile in tutta l'area padano-alpina. Davide Bernasconi è voce e leader del gruppo, ma suona anche la chitarra ed è autore e compositore dei testi. Il primo riscontro si ha nell'autoproduzione dell'audiocassetta "CIULANDARI" nel 1992, cui segue nel 1994 la raccolta di brani live "VIIF" e nel 1995 il cd "MANICOMI", che impone il sound "De Sfroos" in provincia di Como, in Valtellina e nel vicino Canton Ticino. La diffusione dell'album viene supportata da una miriade di concerti, cui si deve l'acquisto di una notorietà tale che non c'è persona sulle sponde del lago, dai bambini agli anziani, che non sappia canticchiare almeno qualche verso dei De Sfroos. Una conferma del successo arriva poi con l'album "BREVA E TIVAN", pubblicato nel marzo 1999 e seguito da un tour: un'operazione che ha trovato un consenso comprovato da 25mila copie vendute e da oltre 60mila spettatori. Successivo lavoro del gruppo è, nello stesso anno, un mini cd dal titolo "PER UNA POMA" contenente tre brani ispirati a racconti biblici. All'esperienza musicale, Davide Bernasconi, ha aggiunto quella di poeta-scrittore. E' infatti del 1997 il libro "PERDONATO DALLE LUCERTOLE" (Edlin Milano) che raccoglie le poesie scritte negli anni '90. Ma vi è anche la collaborazione con il Corriere del Ticino, il principale quotidiano della Svizzera Italiana. Da citare senz'altro, poi, la composizione di diversi racconti ispirati al lago di Como. Nel 2000 ha deliziato gli appassionati con il poema epico in dialetto "CAPITAN SLAFF". In occasione dell'edizione 1999 del "Premio Tenco" Davide Van De Sfroos viene invitato ad esibirsi sul palco dell'Ariston di Sanremo con la sua band e viene insignito del Premio "SIAE - Migliore Autore Emergente". Il 16 Novembre 2001 è uscito in tutti i negozi il nuovo disco "...E SEMM PARTII" (seguito da un tour trionfale), grazie al quale l'artista comasco ha raggiunto livelli di popolarità impensabili, tali da renderlo gradito ospite in diverse trasmissioni televisive e radiofoniche. Nell'edizione 2002 del "Premio Tenco" è stato premiato come "Miglior album dialettale dell'anno" dopo aver conquistato il Disco d'Oro per le 50.000 copie vendute da "...e semm partii". Il 31 Gennaio 2003 è uscito "LAIV", un doppio album dal vivo contenente 24 brani. Dopo l'ennesimo fortunato tour tenuto nell'estate 2003, un periodo di pausa dalle scene ha portato all'uscita del singolo "Singul de Punta" quasi in contemporanea col libro di poesie "LE PAROLE SOGNATE DAI PESCI" (edito da Bompiani e in edicola dal 29 Ottobre 2003), oltre alla realizzazione del film "IL SAPORE DELLA LUCERTOLA" (presentazione l'8 e il 9 Gennaio 2004 presso l'Aula Magna del Politecnico di Como).
Il 17 febbraio 2005 è uscito il nuovo cd di Davide Van De Sfroos "AKUADUULZA".

INFO: www.cauboi.it



Il fans club

Il sito ufficiale

PULENTA E STREMIZZI GENTE DI PAESE
Ann de fööch e ann de fiàmm
tücc stremii e mezz mórt de fàmm quand i hann verdüü la cascia
cunt'i aerei e i carr armaa...

Ann de piumb e s'ciupetaat
de ricordi füsilaa
con la luna in uniforme
e i lüüs de smurzà.

Ann de merda e ann de moort
che anca el laagh parèva stort,
quand el suu saràva i öcc
e i speraanz a i eren piöcc.

Pulenta e stremizzi
partigiàni e depurtaa,
assassèn cun la medàja
e una bandèra per cupà...

Pulenta e stremizzi
el mund l'era finii,
suta un'armada de baüscioni
a massacrass 'mè rembambii...

Ann de fööch e ann de fiàmm
de patàti e bumb a man
cun la mort fö de la porta
e la fifa deent in cà.

Ann de omen e ann de donn
disperaa ma ancamò bon
cunt un tocch de pan per tücc
e un pruiettil per nissòn.

Ann de guera e piö nagótt
calma dopu el rebelott
el tò mort ghe l'eet scià in brasc
e i bandeer i henn dumà strasc.

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Brani tratti da:

PERDONATO DALLE LUCERTOLE
(Paróll de Sfroos)

- DAVIDE BERNASCONI -

Edlin - Milano
Questi sono i nostri paesi,
che ci masticano e ci portano in braccio,
che ci spogliano e ci rivestono:
occhi di gufo e di lince puntati
sulle nostre mosse segrete,
su quello che ci fa inciampare o sollevare gli altri,
mani che ci applaudono,
unghie che ci graffiano,
cuori che frullano per ognuno di noi,
denti che ridono e ci mordono;
parole che rompono nasi,
parole più forti di abbracci,
abbracci che cancellano parole.
Paesi stretti in un mazzo di carte,
neri di picche,
rossi di cuori,
carte sfregiate da vittorie e sconfitte,
consumate sopra tavoli ruvidi,
carte alte e carte basse:
le une non hanno senso senza le altre;
paesi mescolati nel miele,
frustati dall'ortica,
bagnati da acque severe,
scaldati da vino profondo;
lacrime di paese
e canzoni nell'osteria,
dove tutti sono la freccia,
dove tutti sono il bersaglio.
Madonne e diavoli di paese
da pregare e de scacciare
con il rosario in una tasca
e il falcetto nell'altra:
uomini in ginocchio davanti a tombe di paese,
con una rosa in mano
e il concime sotto le scarpe,
dolori che restano nelle rughe e sorrisi che le distendono,
giullari spietati e ombre avare,
santi di terra e mani sudate, pugni pesanti e carezze più forti...
E noi viviamo qui,
questi sono i nostri paesi,
dove i fantasmi ti ritornano in casa,
dove Dio ha una faccia di paese,
la faccia di un amico sparito...
la faccia di un figlio non ancora nato.
Vita di paese con un bacio e una sberla per tutti,
morte di paese...
che proprio per quel bacio e quella sberla,
sarà un pozzo con il cielo sul fondo.
Un cielo di paese.



...E semm partii

E siamo partiti, decidemmo di farlo nel giorno di S.Macaco, nella notte di S.Nessuno, buttando dietro le nostre spalle tutte le carte che avevamo in mano... assi compresi, puntando verso una qualche America da noi stessi scarabocchiata a matita dietro gli occhi e invocando ognuno un dio,un santo o un supersalvatore alieno come Kapitan Kurlash, per spostare il caos e mostrare la direzione... Qualcuno, stanco di impazzire aspettando un treno fantasma, decise di barattare l'attesa con il viaggio, usando la tempesta che aveva in tasca come motore e una fotografia come timone... Qualcuno lascio' che la propria furia si sciogliesse di fronte alla bellezza, regalando la sua arma in cambio di una canzone prima di andare via... Qualcuno si avvio' a rapinare il destino, cavalcando un Gilera e impugnando una pistola giocattolo e qualcun altro se ne ando' cavalcando una sedia a rotelle e impugnando una fiocina, a sfidare quel mostro che si era mangiato la sua dignita'... Qualcuno parti' sapendo che i suoi passi non sarebbero bastati per dove voleva andare lui... e allora volo' via, attraverso una guerra e una pace che sarebbero state soltanto sue... Qualcuno passo' la vita con in mano bagagli, vivendo i viaggi degli altri su di una scalinata che lo avrebbe fatto camminare sempre e arrivare mai... Qualcuno parti' solo con il cuore, senza uscire dal giardino della sua signora, senza tagliare mai l'edera di un amore impossibile, pur essendo un giardiniere e facendo forse il percorso piu' difficile di tutti... E quindi, alla fine, siamo partiti... spegnendo una televisione che si ostinava a voler diventare la nostra memoria e pregando un vento buono da una finestra di Sardegna... perche' gonfiasse le nostre vele, perchè spostasse le nostre nubi... senza soffiare via mai la speranza.
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Davide Bernasconi




Davide a Miss Padania
Durante il trionfale tour 2001/2002, Davide Van De Sfroos è stato graditissimo ospite alla finale di Miss Padania presso il Teatro Nuovo di Varese. Sebbene abbia eseguito solo due canzoni, sono state sufficienti per infiammare la platea (in prima fila il Segretario Federale Umberto Bossi).