| Davide Van De Sfroos |
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Nella
Pruvincia de Comm c’è un cantautore molto, molto particolare: lui canta
storie di vita vissuta, presente e futura nella lingua laghèe, comprensibile
da gran parte dei Padani di etnia Lombarda e non solo. E' il nostro
menestrello preferito. INFO: www.cauboi.it |
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| PULENTA E STREMIZZI | GENTE DI PAESE |
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Ann de fööch e ann de fiàmm tücc stremii e mezz mórt de fàmm quand i hann verdüü la cascia cunt'i aerei e i carr armaa... Ann de piumb e s'ciupetaat de ricordi füsilaa con la luna in uniforme e i lüüs de smurzà. Ann de merda e ann de moort che anca el laagh parèva stort, quand el suu saràva i öcc e i speraanz a i eren piöcc. Pulenta e stremizzi partigiàni e depurtaa, assassèn cun la medàja e una bandèra per cupà... Pulenta e stremizzi el mund l'era finii, suta un'armada de baüscioni a massacrass 'mè rembambii... Ann de fööch e ann de fiàmm de patàti e bumb a man cun la mort fö de la porta e la fifa deent in cà. Ann de omen e ann de donn disperaa ma ancamò bon cunt un tocch de pan per tücc e un pruiettil per nissòn. Ann de guera e piö nagótt calma dopu el rebelott el tò mort ghe l'eet scià in brasc e i bandeer i henn dumà strasc. ----------------------------------------- Brani tratti da: PERDONATO DALLE LUCERTOLE (Paróll de Sfroos) - DAVIDE BERNASCONI - Edlin - Milano |
Questi sono i nostri paesi, che ci masticano e ci portano in braccio, che ci spogliano e ci rivestono: occhi di gufo e di lince puntati sulle nostre mosse segrete, su quello che ci fa inciampare o sollevare gli altri, mani che ci applaudono, unghie che ci graffiano, cuori che frullano per ognuno di noi, denti che ridono e ci mordono; parole che rompono nasi, parole più forti di abbracci, abbracci che cancellano parole. Paesi stretti in un mazzo di carte, neri di picche, rossi di cuori, carte sfregiate da vittorie e sconfitte, consumate sopra tavoli ruvidi, carte alte e carte basse: le une non hanno senso senza le altre; paesi mescolati nel miele, frustati dall'ortica, bagnati da acque severe, scaldati da vino profondo; lacrime di paese e canzoni nell'osteria, dove tutti sono la freccia, dove tutti sono il bersaglio. Madonne e diavoli di paese da pregare e de scacciare con il rosario in una tasca e il falcetto nell'altra: uomini in ginocchio davanti a tombe di paese, con una rosa in mano e il concime sotto le scarpe, dolori che restano nelle rughe e sorrisi che le distendono, giullari spietati e ombre avare, santi di terra e mani sudate, pugni pesanti e carezze più forti... E noi viviamo qui, questi sono i nostri paesi, dove i fantasmi ti ritornano in casa, dove Dio ha una faccia di paese, la faccia di un amico sparito... la faccia di un figlio non ancora nato. Vita di paese con un bacio e una sberla per tutti, morte di paese... che proprio per quel bacio e quella sberla, sarà un pozzo con il cielo sul fondo. Un cielo di paese. |
| ...E semm partii | ||
E
siamo partiti, decidemmo di farlo nel giorno di S.Macaco, nella notte
di S.Nessuno, buttando dietro le nostre spalle tutte le carte che avevamo
in mano... assi compresi, puntando verso una qualche America da noi stessi
scarabocchiata a matita dietro gli occhi e invocando ognuno un dio,un
santo o un supersalvatore alieno come Kapitan Kurlash, per spostare il
caos e mostrare la direzione... Qualcuno, stanco di impazzire aspettando
un treno fantasma, decise di barattare l'attesa con il viaggio, usando
la tempesta che aveva in tasca come motore e una fotografia come timone...
Qualcuno lascio' che la propria furia si sciogliesse di fronte alla bellezza,
regalando la sua arma in cambio di una canzone prima di andare via...
Qualcuno si avvio' a rapinare il destino, cavalcando un Gilera e impugnando
una pistola giocattolo e qualcun altro se ne ando' cavalcando una sedia
a rotelle e impugnando una fiocina, a sfidare quel mostro che si era mangiato
la sua dignita'... Qualcuno parti' sapendo che i suoi passi non sarebbero
bastati per dove voleva andare lui... e allora volo' via, attraverso una
guerra e una pace che sarebbero state soltanto sue... Qualcuno passo'
la vita con in mano bagagli, vivendo i viaggi degli altri su di una scalinata
che lo avrebbe fatto camminare sempre e arrivare mai... Qualcuno parti'
solo con il cuore, senza uscire dal giardino della sua signora, senza
tagliare mai l'edera di un amore impossibile, pur essendo un giardiniere
e facendo forse il percorso piu' difficile di tutti... E quindi, alla
fine, siamo partiti... spegnendo una televisione che si ostinava a voler
diventare la nostra memoria e pregando un vento buono da una finestra
di Sardegna... perche' gonfiasse le nostre vele, perchè spostasse le nostre
nubi... senza soffiare via mai la speranza. |
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| Davide a Miss Padania | |
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Durante il trionfale tour 2001/2002, Davide Van De
Sfroos è stato graditissimo ospite alla finale di Miss
Padania presso il Teatro Nuovo di Varese. Sebbene abbia eseguito
solo due canzoni, sono state sufficienti per infiammare la platea (in
prima fila il Segretario Federale Umberto Bossi).
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